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Comunicato Stampa - rifiuti obitoriali trattati come rifiuti comuni

Comunicato Stampa
Rifiuti obitoriali trattati come rifiuti comuni, presentato esposto alla Procura ed al NOE

 Il Consigliere Comunale Andrea Santoro ha comunicato di aver depositato questa mattina un esposto all’attenzione della Procura della Repubblica e dei Carabinieri del NOE (Nucleo Operativo Ecologico) relativo a presunte irregolarità nello smaltimento dei rifiuti prodotti dall’Obitorio Giudiziario del Comune di Napoli sito al Policlinico della Federico II di via Pansini.
 «I rifiuti dell’Obitorio -spiega Andrea Santoro- sono costituiti anche dal vestiario intriso di sangue ed altri liquidi biologici dei cadaveri e dalle casse utilizzate per trasportare gli stessi. Il DPR 254 del 2003 classifica tutti i rifiuti in cui è visibile sangue in quantità evidente di dubbia provenienza come “rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo”. Ma per l’Amministrazione Comunale di Napoli quei rifiuti sono considerati comuni rifiuti cimiteriali, come dimostrano precise disposizioni dirigenziali che invitano gli addetti dell’obitorio a trattare come rifiuti sanitari soltanto i bisturi utilizzati per le attività settorie. I rifiuti cimiteriali sono in teoria casse di legno e stracci che sono stati 10 anni sotto terra, privi cioè di qualsiasi carica batterica o virale infettiva, ecco perché la Legge li paragona ai rifiuti solidi urbani. La Legge prescrive una raccolta separata solo perché finalizzata al riciclo di materiali, come ad esempio i metalli. Una volta effettuato il riciclo, i rifiuti cimiteriali possono finire anche in discarica».
 «Ovviamente è del tutto diversa la composizione dei rifiuti obitoriali, considerando che spesso si tratta di stracci intrisi di sangue infetto da epatiti o da AIDS. Ecco perché ho invitato le competenti Autorità Giudiziarie a verificare se vi siano state irregolarità nello smaltimento di questi rifiuti».
 «Mi rammarica –ha concluso il consigliere Santoro- che da parte dell’Assessore ai Cimiteri la questione sia stata finora sottovalutata. Ho avuto quasi l’impressione, leggendo alcune dichiarazioni rese alla stampa, che l’Assessore voglia banalizzare la vicenda».