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Comunicato stampa su Palaponticelli

Comunicato Stampa
Santoro e Diodato: «Dietro il Palaponticelli si nasconde un mega centro commerciale, aggirando tutte le norme urbanistiche»

 Il consigliere comunale Andrea Santoro ed il consigliere regionale Pietro Diodato nel corso di una conferenza stampa hanno illustrato una serie di forti perplessità riguardo la decisione dell’Amministrazione Comunale di autorizzare la costruzione del cosiddetto Palaponticelli. Questa la sintesi delle loro dichiarazioni:
 «Lo chiamano tecnicamente "centro di zona". Lo hanno definito un palaeventi e poi ribattezzato Palaponticelli. Ma cosa si nasconde dietro? Una delle più grosse speculazioni edilizie e commerciali che abbia mai colpito la città di Napoli. Perchè in realtà si tratta di un mega centro commerciale impupazzato da struttura per concerti».
 «Partiamo dal principio. Da quando cioè nel 2004 fu presentato il progetto dal sig.Salvatore Capacchione, all'epoca titolare delle Edremit Italia srl. Lo stesso Capacchione pluriindagato e più volte arrestato, accusato di numerosi reati legati alla riqualificazione di Ponticelli ed alla approvazione del Piano Regolatore Generale, nonché ad una appropriazione indebita di 20 miliardi delle vecchie lire, intascate per opere che non aveva mai realizzato. Un personaggio scomodo. Ed infatti il progetto fu subito archiviato con un formale rigetto. Funzionale a prendere tempo ed a far ripresentare il progetto ad altri soggetti meno chiacchierati. Infatti a settembre 2005 il progetto è presentato dall'Amministrazione Comunale in occasione della Notte Bianca in un convegno alla Mostra d'Oltremare. Ma formalmente viene depositato nella sua veste definitiva a gennaio 2006. E qualche mese dopo, in piena campagna elettorale, si ha il primo parere favorevole dell'Amministrazione Comunale. Marilù Faraone Mennella è uno dei principali attori, oggi amministratrice della società che aveva presentato il progetto, la Palaponticelli srl. Una società creata ad hoc, con un capitale sociale di appena 2.500 euro. Ma questo non spaventa il Comune di Napoli, che non si preoccupa della consistenza del soggetto presentatore: duemilacinquecento euro di capitale sociale per far fronte ad un progetto di investimenti per 140 milioni di euro! L'Amministrazione Jervolino non si preoccupa di questo. E non si preoccupa di appurare chi realmente stia dietro questa società. La Palaponticelli srl è al 100% proprietà della Armonia srl di Reggio Emilia, 10.000 euro di capitale sociale versato, amministratori Faraone Mennella e Silvio De Simone, anch'egli indagato nell'affaire Prg, quest'ultimo amministratore della Palaponticelli srl alla data di presentazione del progetto. La società emiliana è a sua volta di proprietà della DM spa di Roma, sempre amministrate da Faraone Mennella, con capitale versato di un milione e mezzo di euro. Ma il gioco delle scatole cinesi non finisce qui. Perchè la spa romana è a sua volta una proprietà di un gruppo di società outdoor: F1Napier, F2Napier, Hakon. Società lussemburghesi, anonime, soggette ad una giurisdizione che rende impossibile risalire ai soci. In poche parole: dietro la Palaponticelli srl ci potrebbe essere per assurdo chiunque. Ed il Comune di Napoli, tanto attento ai protocolli di legalità per le sue aziende fornitrici, non si preoccupa di questo assurdo anonimato di un soggetto che intende realizzare un investimento di tale portata.
La cosa assurda è che la Palaponticelli srl non era neanche proprietaria dei suoli su cui propone la realizzazione dell'opera. Ricordate Totò che vendeva la Fontana di Trevi? Degli 84.000 mq di superficie la società ne disponeva realmente meno della metà. Il resto era di prorpietà di numerosi soggetti privati, ignari della operazione in atto. Addirittura 5000 mq sono di proprietà comunale. Con la stessa leggerezza con cui l'Amministrazione Comunale ha trattato la consistenza economica della Palaponticelli Srl, a Palazzo San Giacomo si sono fidati di una semplice autocertificazione in cui l'amministratore della società, l'indagato Silvio De Simone, attestava di avere la piena disponibilità dei suoli. In realtà i suoli sono stati acquistati solo successivamente all'approvazione in Giunta Comunale dello schema di convenzione, il 15 giugno 2007, da parte di società che hanno pagato per poco e niente i terreni da mano ad ignari proprietari che certo non sapevano che quei suoli abbandonati, degradati ed utilizzati come discarica a cielo aperto erano stati riclassificati e da zone di pubblica utilità erano diventate zone edificabili.
 «Ma veniamo al vero business. Ed al cuore del problema: ma lì, cosa si sta realizzando? Secondo le versioni ufficiali date in pasto all'opinione pubblica, si sta per avere quel Palamusica per concerti rock che a Napoli mancava, corredato di servizi accessori. In realtà di accessorio nel progetto c'è solo il...Palamusica. Perchè il vero cuore dell'opera (e della redditività dell'investimento) è la cosiddetta galleria commerciale. Del resto parlano i numeri. La sala concerti si estende su 11.000 mq. Il centro commerciale per 44.000mq!!! Ma anche rispetto alle previsioni di ammortamento: il Palamusica dovrebbe essere fittato per un milione e mezzo di euro all'anno. Per poi essere ceduto gratuitamente al Comune dopo 30 anni. Si e no 45 milioni di euro di guadagno: niente in confronto ai 147che ne verranno spesi per realizzare l'opera oggi. È evidente quindi che il vero obiettivo è realizzare il centro commerciale. Un centro commerciale che su quell'area non sarebbe mai potuto sorgere in base alla normativa urbanistica vigente, all'interno della cinta comunale. Ecco perchè nasce la brillante idea di inventarsi un'opera pubblica e di spacciare come sussidiario il centro commerciale. Ma sussidiario ad una sala concerti potevano essere una o più bouvette, non 44.000 mq di supermercati, negozi di abbigliamento, gioiellerie e quant'altro. Per giunta il Comune di Napoli, da convenzione, potrà usufruire della sala eventi solo per 20 giorni l'anno, compresi i tempi necessari di allestimento per ogni evento. Questo significa al massimo 3 o 4 eventi pubblici l'anno. Mentre le attività commerciali saranno operative tutti i giorni.
Siamo di fronte ad una ennesima grave forzatura di norme e regole. Per quanto ci riguarda trasferiremo la documentazione in nostro possesso all'Autorità Giudiziaria. Anche se i magistrati sono già al lavoro su alcuni aspetti della vicenda: pochi mesi fa la Guardia di Finanza sequestrò numerosi atti presso Palazzo San Giacomo, tra questi il Piano Strategico per la Città e tutta la documentazione del Palaponticelli. Nonostante questa attenzione degli inquirenti, la Giunta Jervolino si appresta a varare l'ultimo atto deliberativo che darà il via a questo grande business».