Comunicato Stampa
Istituto Pascale: pazienti uno addosso all’altro per far posto al reparto privato
«Quella che doveva essere la “Settimana Nazionale per la Prevenzione Oncologica” si è trasformata in una settimana di passione per i degenti dell’Oncologia Medica e della Chirurgia dell’Istituto Pascale».
Inizia così il racconto del consigliere regionale Pietro Diodato e del consigliere comunale Andrea Santoro che questa mattina hanno effettuato un sopralluogo al 6° piano dell’Istituto Pascale, dove da sabato scorso è stato disposto l’accorpamento di due reparti per liberare il 7° piano che nelle intenzioni della Direzione Generale dovrebbe essere destinato ad un nuovo reparto intra moenia per i pazienti a pagamento.
«Abbiamo trovato 34 pazienti –spiegano Diodato e Santoro- in locali che potrebbero ospitarne al massimo 25. Una stanza è stata recuperata di fortuna, con la realizzazione di un bagno da cui però esala un pessimo odore che crea non pochi disagi ai pazienti. Un’altra ha addirittura il maniglione antipanico rotto. I letti dei degenti sono uno a ridosso dell’altro, in alcuni casi sono attaccati al muro nonostante la legge prescriva almeno 90 centimetri di spazio a disposizione di medici ed infermieri per eventuali operazioni di emergenza. Il personale sanitario è raddoppiato, le stanze per le attrezzature degli infermieri sono inadeguate e addirittura non c’è posto per tutti i medici. Inoltre si è avuta una distribuzione promiscua dei malati, affetti purtroppo da stadi diversi della malattia, che non fa certo bene sul piano psicologico. A questo si aggiunge la notizia che abbiamo appreso soltanto oggi: da mesi al Pascale non si fanno più biopsie prostatiche perché il macchinario è guasto».
«Questa situazione è gravissima, ecco perché abbiamo deciso di attivare tutti i canali necessari per le opportune verifiche, investendo anche il Tribunale per i Diritti del Malato della questione».
Diodato e Santoro hanno così concluso: «Non riusciamo a comprendere una simile scelta, gli spazi nell’Istituto Pascale non mancano, basta pensare che c’è l’intera ala G che è in corso di ristrutturazione. L’intra moenia poteva essere realizzata là, senza penalizzare due reparti che hanno già liste di attesa lunghissime».

Andrea Santoro