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Interrogazione su Bagnoli
04/12/2007

Prot. nr. 1725.07
Napoli, 04/12/2007

 

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

Il sottoscritto Consigliere Comunale Andrea SANTORO

PREMESSO CHE
• Le preoccupazioni prodotte dalla decisione di procedere nell’escavazione del porto-canale previsto dai contestatissimi PUE del 2003 e PUA del 2005 nell’area dell’ex polo industriale di Bagnoli, continuano a diffondersi  con immutata frequenza attraverso i mass media. Il fronte avverso alla realizzazione di tale “inutile” infrastruttura, aperto dal mondo accademico, da alcuni raggruppamenti politici e dalle associazioni ambientaliste, si arricchisce dell’ennesima denuncia del professor Mazziotti, noto per la sua eloquenza fustigatrice e per essere un’autorevole figura del mondo accademico partenopeo;
• in un suo recente articolo, il valente urbanista s’interroga retoricamente sul fatto che Napoli rappresenti sul piano del dovuto rispetto delle leggi, una privilegiata enclave entro cui è possibile beneficiare di incredibili deroghe che immancabilmente danno origine ad inqualificabili scempi del territorio e ad uno sperpero del pubblico danaro senza soluzione di continuità;
• Gerardo Mazziotti è perentorio: “ il porto-canale non si deve fare non perché s’insabbia ma perché viola le leggi, vincoli e varianti”. E per rafforzare l’affermazione, il cattedratico ricorda il parere negativo espresso dalle Soprintendenze ai Beni architettonici e ai Beni archeologici perché la sua  realizzazione avrebbe interrotto la continuità della linea naturale della costa, salvaguardata dalla legge n.582 del novembre 1996 e avrebbe violato il vincolo paesistico emanato nell’agosto 1999 dal Ministero dei Beni culturali sulla inedificabilità del litorale di Coroglio;
• la Conferenza dei servizi (Comune di Napoli, Autorità Portuale, Direzione generale ai Beni ambientali, Bagnolifutura) convocata in ottobre per esprimere un parere sui tre progetti esecutivi ha invece ritenuto opportuno richiedere un’ulteriore integrazione progettuale per meglio valutare le reali probabilità d’insabbiamento del porto-canale.

RICORDATO CHE
• Negli Annali del Consiglio comunale di Napoli sono impresse indelebilmente le motivazioni che nel 1997 sostennero le ragioni della mia opposizione alla costruzione di un nuovo porto turistico sul litorale di Coroglio, ritenuto dall’Amministrazione comunale fondamentale per la valorizzazione dei suoli bonificati e del tratto costiero flegreo. Val la pena ricordare che la stessa Amministrazione,  in tale prospettiva, sostenne la necessità di liberare (piano urbanistico di Vezio De Lucia redatto ed approvato nel 1997) l’arenile da ogni presenza, compresi gli edifici e le strutture della Città della Scienza. Decisione questa che non ha avuto, almeno sino ad oggi, alcun seguito;
• tra i principi fondanti dell’ipotesi di Pianificazione Territoriale in Campania tracciata a novembre 2006 dall’Assessorato al Governo del Territorio della Regione Campania, figura, tra gli altri, la difesa e la valorizzazione della fascia costiera  ritenuta  a ragione una risorsa chiave per i processi di sviluppo locale e per il mantenimento degli equilibri ecologici, ambientali e socio economici;
• la volontà di ristabilire la continuità della linea naturale della costa flegrea è testimoniata dall’impegno dell’Autorità Portuale e dell’Amministrazione municipale di rimuovere la colmata inquinata ed inquinante, tra i due pontili di Bagnoli;

INTERROGA
il Sindaco di Napoli on.Rosa Russo Iervolino per conoscere
se risulti fondata l’opposizione costruttiva e ragionata del professor Gerardo Mazziotti che considera in contrasto con le vigenti leggi, vincoli e varianti, la sola ipotesi di realizzare un porto turistico sul litorale di Coroglio. Nel qual caso, quali iniziative voglia intraprendere nei confronti di Bagnolifutura e Autorità Portuale per ristabilire un corretto recupero della “risorsa costa” – risorsa ormai scarsa e non rinnovabile – preservando quel tratto di costa flegrea, sopravvissuta allo scempio perpetrato dalla grande industria e ricadente nel territorio napoletano, da inutili ed onerose  infrastrutture.

         Andrea Santoro