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Interrogazione Mostra d'Oltremare
26/07/2006

Prot. nr. 1022.06
Napoli, 26/07/2006

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA
Il sottoscritto Consigliere Comunale di Alleanza Nazionale Andrea SANTORO,
Premesso
• Che la storia della Mostra d’Oltremare ci racconta dell’intreccio inestricabile di degrado, interessi privati e pubblico disinteresse che per oltre mezzo secolo ha mortificato nella funzione e nelle strutture la prestigiosa istituzione cittadina. Per anni, infatti, nell’indifferenza più assoluta sono stati alienati parti considerevoli del suo territorio, cancellate senza alcuna remora preziose testimonianze dell’Architettura razionalista a Napoli tra le due guerre e realizzate montagne di debiti senza che nessuna delle “autorità preposte” muovesse un dito nonostante i reiterati e puntuali interventi della Corte dei Conti;
• Che con l’avvento alla Presidenza della Mostra d’Oltremare S.p.A. del prof. Raffaele Cercola, dopo un avvio non proprio felice, sembrava che finalmente qualche cosa dovesse cambiare nella gestione del prezioso complesso. Il presidente Cercola, infatti, pare abbia fatto piazza pulita di ogni intollerabile ambiguità eliminando strani contratti di locazione, allontanando loschi traffichini e soprattutto affrontando l’impegnativo problema della modernizzazione strutturale del complesso polifunzionale dell’Oltremare con il recupero filologico degli edifici “storici”;
• Che tuttavia, dalle notizie diffuse dalla stampa cittadina circa la possibile, definitiva alienazione della stazione posillipina della funivia di Giulio De Luca, che con l’ascensore della Galleria IX Maggio collegava rapidamente il Rione Flegreo con il “ loggione panoramico” di via Manzoni - Parco delle Rimembranze, sembrerebbe che il trend positivo determinato dalle scelte gestionali della presidenza della Mostra abbia subito un brusco, indesiderato ed irreversibile arresto;
• Che la decisione di porre in vendita la stazioncina con una base d’asta di circa 4.000.000 di euro, purtroppo ribadisce l’assenza di una “strategia alta ed al servizio di Napoli” per l’Oltremare. Carenza questa evidenziata fin dall’inizio dalla gestione Cercola il quale continua a considerare l’unicum strutturale dell’Oltremare in termini meramente economici puntando a realizzare profitti con iniziative di basso profilo e senza alcun respiro di lunga prospettiva;
• Il fatto che Cercola abbia opposto alle fondate critiche del prof. Morrica il solo ricordo della tutela di legge del manufatto, dimenticando che nel recente passato l’immobile era già stato utilizzato da privati per un discutibile e fallimentare bar,  pone in evidenza i limiti “culturali” della strategia tracciata dall’illustre accademico, fondante appunto sull’alienazione di tutto ciò che non ricade all’interno delle invalicabili ed inviolate “mura” di questa singolare  cittadella flegrea;
• Che da troppo tempo, infatti, i soci ed in particolare quello di maggioranza (Comune) non hanno sentito il dovere di convocare sugli indirizzi strategici tracciati da Cercola per l’Oltremare un pubblico dibattito con l’apporto qualificato e qualificante del mondo accademico e culturale napoletano, consentendogli così inopportunamente una gestione “privatistica” di un bene pubblico che continua ad essere, diciamo eufemisticamente, sotto-utilizzato;
• Che da sempre Alleanza Nazionale si batte per una destinazione funzionale dominate marcatamente culturale rivolta all’oltre Mediterraneo in modo da capitalizzare l’antica funzione di trait d’union con i popoli e le culture afro-medio orientali svolta nei secoli dalla città di Napoli e pertanto, oltre che per i ben noti motivi di carattere storico-architettonico, ritiene assolutamente necessario ed urgente proibire ogni altra alienazione del patrimonio strutturale dell’Oltremare;

INTERROGA

Il Sindaco di Napoli on. Rosa Russo Iervolino per conoscere:

 Se sia al corrente della strategia gestionale del presidente Cercola;
 Se ignorandola non  intenda convocare lo stesso in una pubblica audizione:

e quali iniziative intenda assumere

a) per far si che venga indetta con urgenza una riunione plenaria di tutti i soci della Mostra d’Oltremare S.p.A. in cui si definiscano una volta e per tutte indirizzi trasparenti e funzioni in grado di far lievitare il prestigio internazionale e culturale della città di Napoli;

b) per recuperare alla cultura ed impedire che importanti testimonianze della storia dell’architettura cittadina tra le due guerre vadano definitivamente perdute tra “spaghetti, pollo, insalatine ed una tazzina di caffè”.

c) Per coinvolgere gli Enti interessati affinché vi sia una offerta economica “istituzionale” che impedisce la vendita del manufatto a soggetti privati;


      Andrea Santoro