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San Paolo, intollerabili nuovi stanziamenti pubblici, si sta distruggendo lo sport napoletano
21/01/2010

Siamo convinti che ospitare gli Europei di Calcio a Napoli sia una grande opportunità per il rilancio della città. Ma se è vero che tutto ha un prezzo, riteniamo che l'Amministrazione Comunale di Napoli abbia deciso, come al solito, di pagare il prezzo più alto e soprattutto di farlo pagare ai cittadini napoletani». Inizia così la dichiarazione del consigliere comunale Andrea Santoro e del consigliere regionale on.Pietro Diodato.
    «È assurdo che l'assessore Ponticelli, dimenticando fra l'altro i guai ereditati dai mondiali di Italia '90 e le connesse gravi vicende giudiziarie, chieda al Consiglio Comunale stanziamenti pubblici per coprire una parte indefinita degli otre 80 milioni di euro necessari a ristrutturare il San Paolo quando in tutto il mondo gli stadi non si realizzano più con fondi pubblici ma attraverso l'investimento dei privati, che traggono i propri successivi utili attraverso le strutture accessorie quali alberghi, cinema, negozi per il merchandising. Questa Amministrazione non suscita alcun senso di fiducia negli investitori, a cominciare dal Presidente De Laurentis che giustamente guarda con sempre maggiore diffidenza l'istituzione comunale. Con ogni probabilità, le sgangherate casse comunali dovranno sopperire a gran parte dei costi stimati».
    «La cosa incredibile -hanno proseguito Santoro e Diodato- è che questa Amministrazione Comunale sta lasciando morire le altre strutture sportive pregiudicando la sopravvivenza di numerose discipline. Ai monumenti allo spreco, come i ruderi del Palazzetto dello Sport Mario Argento e le macerie del Collana, se ne stanno per aggiungere di nuovi a causa delle scarse risorse messe in campo per la manutenzione degli impianti. E per rimanere in ambito calcistico, ricordiamo che la seconda squadra della città, il Pianura, che ha ottime possibilità di essere promosso nella Seconda Divisione Professionisti (la ex C2), corre il rischio di non poter disputare le proprie partite a Napoli per la indisponibilità del Collana e perchè l'Amministrazione Comunale non si decide ad innescare quei meccanismi virtuosi che permettano, ad opera dei privati, la realizzazione di un nuovo campo di gioco a Pianura».
    «Alla luce di queste riflessioni -hanno concluso gli esponenti del PDL- ogni decisione sulle sorti del San Paolo dovrà essere valutata con grande attenzione, nelle sedi opportune, confrontandosi con il CONI, attraverso un progetto complessivo che tenga conto di costi e benefici per la città: non c'è più spazio per l'improvvisazione e per i documentucci firmati fuori il bar dello sport da chi si comporta più da tifoso che da pubblico amministratore».

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