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Consiglieri PDL schedati dai centri sociali
04/12/2009

    Un dossier sulla vicenda dello sgombero di Casapound è diventato in realtà una schedatura che hanno fatto i centri sociali di alcuni esponenti politici del PDL, con tanto di foto, identikit per ognuno su “chi è”, “dove milita”, “attività politiche”.
    A denunciare l'esistenza di questo pamphlet che gira su internet sono stati gli stessi esponenti del PDL coinvolti. Il consigliere comunale di Napoli Andrea Santoro, tra i “bersagli” dei centri sociali, ha dichiarato:
    «Al di là di gravi falsità ed offese contenute sul dossier, quello che è preoccupante è la modalità con cui alcuni estremisti di sinistra hanno elaborato le ben 68 pagine del documento, con il chiaro intento di segnalare me ed altri colleghi come i nemici da abbattere, un po' come avveniva negli anni di piombo».
    «A cosa serve quel dossier? -ha proseguito Andrea Santoro- Quale scopo vogliono raggiungere gli artefici di questo gesto? Sono queste alcune domande a cui dovranno dare risposta le autorità inquirenti in seguito alla segnalazione che abbiamo deciso di inoltrare alla Questura di Napoli».
    «Ovviamente -ha concluso Santoro- per quanto grave il gesto, non ci lasceremo intimidire e proseguiremo la nostra battaglia per chiedere lo sgombero di Insurgencia e di tutti gli altri focolai dell'estrema sinistra in città, considerato che presso quelle strutture di proprietà comunale occupate abusivamente si compiono impunemente illeciti legati allo spaccio ed al consumo di droga, come accaduto lo scorso 21 novembre in occasione della “festa del raccolto della marijuana” promossa da un emblematico comitato CANNA (Comitato ANtiproibizionista NApoletano).
«Le informazioni raccolte, e contenute nel dossier redatto dal pseudo collettivo autorganizzato universitario, costola dei centri sociali della sinistra antagonista, vanno ben al di la' della semplice inchiesta di tipo giornalistico che si tenta di giustificare.» Lo ha affermato in una nota il v.presidente del gruppo PdL alla Regione Campania On.Pietro Diodato , ormai da tempo nel mirino dei centri sociali.
«Si tratta di una vera e propria schedatura, tipica delle frange violente contigue al terrorismo rosso, nostalgiche degli anni di piombo, alla ricerca ossessionante del nemico borghese di classe.
Una schedatura  - afferma il v.presidente dei consiglieri regionali del popolo della libertà - che si nutre di spezzoni di dichiarazioni fatte in ambito politico nel corso degli anni, di menzogne e di uso strumentale di fatti, tali da creare la criminalizzazione dell'avversario per esporlo a possibili rappresaglie da parte dei "compagni".
Tutto ciò matura e prolifera - continua Diodato - grazie alle complicità che si annidano nelle istituzioni guidate dal centro-sinistra, nelle quali sono presenti e svolgono ruoli di primo piano, uomini inseriti a pieno titolo nei movimenti di lotta che rappresentano il braccio armato dei centri sociali, con i quali condividono la piazza.»

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